
NUOVO
Richard Sabogal (*)- L’anno scorso è stato particolarmente povero per me a livello di letture. Dei settantuno libri che ho letto, ne presenterò solo alcuni che mi hanno in qualche modo impressionato o lasciato qualche impronta di quelle che rimangono dopo aver letto buoni libri. Non dico con questo che le opere che non menzionerò sono brutte. Niente affatto. Non sono nessuno per giudicare se un libro è buono oppure no. Dico solo la mia modesta opinione. Non mi piace dare punti ai libri che leggo. Dice bene lo scrittore Francisco Massiani: i critici letterari sono dei pavidi che non sono mai capaci di pubblicare se stessi. Per cui non darò preponderanza a nessuna opera. Parlerò solo di ognuna di loro nell’ordine cronologico in cui è stata letta.

Daida García-
Molti conoscono la fama internazionale della Repubblica Dominicana come paradiso caraibico con spiagge dalla sabbia bianca e dalle acque azzurre, calde e trasparenti, come quelle di Puerto Plata e La Romana. Ma pochi sanno che questa isola possiede inoltre una delle ricchezze storico-culturali più interessanti dell’America Latina, così come innumerevoli attività per godersi delle belle vacanze.

Il Messico è di nuovo in Vaticano. Per il quarto anno, gli artigiani messicani hanno decorato no solo due alberi di Natale giganti ma hanno portato anche due presepi, quasi di misura naturale in ceramica di Talavera , che sono stati collocati nei Musei Vaticani e dentro la sala PauloVI dove il Papa svolge le udienze generali ogni mercoledì.
Elena Llorente-
Cinque anni di ripetuti viaggi in Giamaica, da Los Angeles dove risiede, hanno permesso al giovane regista argentino Luciano Blotta di catturare l’anima del reggae, che è quasi lo stesso di dire l’anima della Giamaica. Il risultato è stato “Riseup”, un documentario di un’ora e mezza, dove si raccontano tre storie di giovani giamaicani, i loro sogni, le loro realizzazioni, i loro fallimenti.
Foto: Luciano Blotta in Giamaica.
Elena Llorente-
Nessuno poteva immaginare che due film latinoamericani sarebbero stati premiati nel sesto Festival Internazionale del Film di Roma conclusosi il passato 4 novembre. Il primo, “Un cuento chino” (il quale in inglese è stato ribattezzato “Chinese take away”) dell’ argentino Sebastián Borensztein, ha vinto il principale premio della Giuria, il Marco Aurelio al Miglior Film, ma anche quello del pubblico, con una satira interessante che è riuscita a conquistare le risate e gli applausi del pubblico. Il secondo, l’ecuadoriano “En el nombre de la hija” di Tania Hermida, è stato premiato nella sezione “Alice nella città”.
Elena Llorente-
I sentieri dell'amore possono essere così ingarbugliati e scabrosi, tanto difficili da trovare e da percorrere che quando due si amano tutto, o quasi tutto, può essere permesso. Almeno questo è il messaggio di "Locos", il film del colombiano Harold Trompetero, dedicato precisamente "all'amore" e presentato nella sezione Extra del Festival Internazionale del Cinema di Roma. "Locos" è stata applaudita con fervore dal pubblico del festival, la maggior parte giovani e forse tanto anticonformisti come il protagonista.
Elena Llorente-
Tania Hermida è una giovane regista ecuadoriana che ha studiato alla Scuola di Cinema di San Antonio de Los Baños a Cuba. Il suo film “En el nombre de la hija” (Nel nome della figlia) ha partecipato al Festival Internazionale del Cinema di Roma. E per quanto sembra, lei è piena di buone idee per far cinema e trasmettere messaggi. Anche se i protagonisti de “Nel nome della figlia” sono principalmente bambini, il film non è necessariamente per un pubblico infantile perche abbonda di temi molto importanti e presenti nella società ecuadoriana e latinoamericana in generale, come la religione e le differenze sociali.

Daida García-
A nord della Repubblica Bolivariana del Venezuela, vicino alla costa, a 800 metri sul livello del mare, si trova la città di Caracas, la capitale politico-amministrativa del paese che sorprende tutti coloro che la visitano per la varietà dei suoi contrasti, la vivacità della sua gente ed il suo clima.Alcuni dicono che il suo nome deriva da una pianta erbacea dalle lunghe foglie che gli indigeni chiamavano "caraca". Altri affermano che i conquistatori spagnoli lo scelsero perché gli abitanti della zona si chiamavano indios Caracas, tuttavia questi erano organizzati in varie tribù, tra cui: Mariches, Paracotos e Teques.
Foto: Casa di Simon Bolivar (D.García)

Daida García-
Pochi luoghi al mondo come l’Amazzonia permettono un’immersione totale nella natura, nell’avventura e nell’osservazione di uno degli ambienti naturali più ricchi del pianeta. Per entrare in contatto con questa foresta quasi impenetrabile e piena di sorprese, il modo più facile è organizzare un viaggio lungo il suo fiume, l’Amazonas, il secondo più lungo dopo il Nilo.
Daida García-
Tra gli insediamenti spagnoli più antichi del continente americano si distacca la bella città di Granada, in Nicaragua, una perla dell'architettura in stile coloniale spagnolo ed una delle destinazioni turistiche più interessanti del Centro America. Durante i secoli questa città, che è stata chiamata "la Gran Sultana" per la sua architettura moresca, ha mantenuto la sua rilevanza. È stata fondata nel XVI secolo ed oggi è la capitale dell'omonimo dipartimento.
(Foto: Cattedrale di Granada)
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Le Nazione Unite hanno lanciato una campagna per proteggere 35 tribù colombiane dall’estinzione, tra cui i Nukak-Maku, i Guayaberos, gli Hitnu e i Sicuani, i quali, in mezzo alla guerra tra gruppi guerriglieri e forze del esercito, sono stati masacrati, rapiti, sfratatti e reclutati alla forza dai gruppi armati.
Foto: Famiglia Nukak

Inés Massone-
Patricio Pron è nato a Rosario, Argentina, nel 1975. Anche se la sua carriera letteraria era già cominciata nel suo paese, nel 1999 ha deciso di partire in Germania dove ha conseguito un dottorato e lavorato all’università di Gottingen. Otto anni dopo si è trasferito a Madrid dove attualmente risiede. Pron è autore di diversi volumi di racconti tra cui “Hombres infames” e “El vuelo magnífico de la noche”, e anche di alcuni romanzi come “Nadadores muertos” e “Una puta mierda”...

Inés Massone-
Anche se nel 2011 l’America Latina non ha avuto nessun Premio Nobel, è bene ricordare quali sono stati i premiati latinoamericani nella storia di questo importante riconoscimento internazionale creato nel 1901 dalla Fondazione Nobel. Sono stati ben quindici i premiati dell’America Latina, buona parte di loro per la letteratura ma anche per le science e per la pace.
Foto: Mario Vargas Llosa riceve il Nobel per la Lettteratura 2010.

Il Consiglio dei Delegati dell’IILA, l'Istituto Italo Latinoamericano di Roma di cui fanno parte 20 Paesi dell’America Latina e l’Italia, riunito in sessione straordinaria il 28 settembre 2011, ha eletto per acclamazione alla Presidenza di tale Organismo Internazionale, l’Ambasciatore di Costa Rica in Italia Federico Ortuño Victory.

25 anni del codice FIFA: Fair Play ‘ma non troppo’
Osvaldo Leboso-*
Il labirinto dell'etica ci porta, alle volte, in vicoli ciechi. La questione ci rinchiude in contraddizioni che possiamo risolvere solo inventandoci doppi discorsi: uno per salvare la coscienza e l’altro per giustificare le nostre azioni deviate dalla legge (morale o codificata); uno (permissivo) per noi e un altro (rigido) per gli altri. Tutto ciò non è nuovo. È tanto vecchio quanto l'Umanità, da quando l'Umanità pensa, detta norme, non le ama, le viola e di conseguenza giustifica questa violazione. Cosa a che vedere questo con il calcio?

Elena Llorente-
Promuovere l’agriturismo nei paesi andini come un modo di stimolare la piccola agricoltura contadina ma anche come un modo di rivalorizzare quel settore produttivo è uno degli obiettivi dell’accordo marco di cooperazione siglato a luglio tra l’IILA (Istituto Italo Latinoamericano) di Roma e l’ IICA (Istituto Interamericano di Cooperazione per l’Agricoltura).
Foto: Conferenza Stampa IILA-IICA (Gentilezza IILa- Gianni Miuri)
Tre pasti al giorno, un diritto umano fondamentale
José Graziano da Silva-
(IPS) - Luiz Inácio Lula da Silva lanciò il programma Fame Zero quando salì alla presidenza nel gennaio 2003, e si impegnò a garantire tre pasti al giorno per tutti i brasiliani. Io ero a capo dell’équipe responsabile del programma, e Lula mi affidò la sua esecuzione come ministro della Sicurezza Alimentare e Lotta contro la Fame. I successi del modello di sviluppo ottenuti con Fame Zero sono evidenti: in cinque anni, 24 milioni di persone sono uscite dalla povertà estrema, e la denutrizione si è ridotta del 25 percento.
Daida García -
Capitale della regione Jalisco, Guadalajara conquista immediatamente l’interesse del visitatore per la sua straordinaria ricchezza culturale, architettonica ed anche per la gentilezza della sua gente. Si trova a 535 km da Città del Messico ed è la seconda città del paese per numero di abitanti, così come una delle più ricche dell’America Latina.
Foto: Festival Mariachi a Guadalajara.
Gonzalo Ortiz-
(IPS) - "C’é molto più Unasur di quanto si conosce perche i gruppi di lavoro hanno continuato malgrado gli alti e bassi che ha avuto processo, e hanno accumulato risultati dopo un decennio di dialoghi e consensi”, ha assicurato la nuova segretaria generale dell'ente, la colombiana María Emma Mejía.

Daida García-
Da sempre le Isole Galapagos sono considerate una meraviglia da chi ha avuto l'opportunità di visitarle, sia dal punto di vista naturalistico che scientifico. Il governo ecuadoregno le ha dichiarate Parco Nazionale nel 1959 e sono state riconosciute "Patrimonio Naturale dell'Umanità" nel 1979 e "Riserva Biologica Mondiale" nel 1985, rispettivamente dall'Unesco e dalle Nazioni Unite. Il naturalista inglese Charles Darwin è stato tra i suoi primi ammiratori fin dal secolo XIX.
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